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IL LECCE SCONFITTO VEDE AGGRAVARE LA SUA POSIZIONE MA LA SPERANZA È ANCORA VIVA IN TUTTI

IL LECCE SCONFITTO VEDE AGGRAVARE LA SUA POSIZIONE MA LA SPERANZA È ANCORA VIVA IN TUTTI

Quella di ieri mi è sembrata una partita che anzicchè diretta dai tecnici seduti (si fa per dire) sulle panchine di Genoa e Lecce avesse un regista specializzato in films dalla massima tensione. È storia antica che di questi tempi le partite che hanno un interesse diretto con la classifica non siano spettacolo di grande spessore tecnico e spesso si trasformano in novanta minuti di lotta agonistica infarcita di falli più o meno leciti. Bene Genoa Lecce non è sfuggita a questo clichè pur non eccedendo nei falli commessi. Partita dunque di non alto livello tecnico che ha vissuto momenti alterni spesso dovuti ad errori commessi dall’avversario che per meriti propri. Le due squadre si sono presentate in campo con le formazioni che adottavano il sistema di gioco previsto ed entrambe, ma questa è una mia supposizione, con le gambe un po’ tremolanti per la carica emotiva che tutti avvertivano.

Liverani ha schierato al posto di Rispoli il difensore Dell’Orco ma la scelta non è stata molto fortunata perché il subentrante, quasi per emulare il sostituito (Rispoli) ha favorito con un suo errore la realizzazione del primo gol dei padroni di casa. Si era solo al 7’ e la partita assumeva dei connotati tattici ben diversi da quelli che Liverani si aspettava: una cosa è giocare sull0 0-0 iniziale un’altra il dover recuperare un gol al passivo. I giallorossi, in ogni caso, ieri mi sono sembrati più reattivi rispetto a quelli visti all’opera contro la Fiorentina tan’è vero che sul finire del tempo avrebbero raggiunto gli avversari solo se Mancosu non avesse sbagliato il secondo penalty consecutivo. Da notare anche qualche svista di Doveri che ha penalizzato il Lecce che avrebbe meritato di giocare contro un avversario in inferiorità numerica per un fallo da ultimo uomo non punito. Per la verità anche sul rigore c’è voluto l’intervento del Var perché se no Doveri era già passato oltre.

In ogni caso nella ripresa il Lecce, più aggressivo e più determinato dopo aver creato ma non realizzato (quanto ci manca un vera prima punta|) ha agguantato il pareggio con un tiro cross di Mancosu che ha tratto in errore Perin. A quel punto la partita sembrava incanalarsi, sempre di più, su un risultato di parità con il Genoa che cercava più il possesso palla per vie orizzontali ed il Lecce che non riusciva a fare pressing alto alla ricerca del gol vittoria.

Poi d’improvviso la Dea Bendata ha strizzato l’occhio al Genoa ed un tiro del subentrato Jagiello finiva la sua corsa contro il palo di sinistra di Gabriel lanciato in tuffo per poi depositarsi, con una traiettoria pazza carambolata sulle spalle dell’incolpevole Gabriel, nel sacco della porta lecce per una sconfitta che, purtroppo, alla fine risulterà decisiva per le sorti di questo campionato.

Lecce, quindi, già retrocesso? La matematica dice ancora di no. Ci sono ancora 12 punti in palioed il calendario offre ancora qualche possibilità di speranza; certo non si deve mancare l’appuntamento comn la vittoria mercoledì sera contro il Brescia che sempre ieri ha battuto la Spal condannandola alla ormai matematica retrocessione.

Ernesto Luciani

 

 

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