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Sentenza Corte d’Appello di Roma seconda sezione civile” contro Poste Italiane

Sentenza Corte d’Appello di Roma seconda sezione civile” contro Poste Italiane

Nel 1862 ad un anno dall’Unità d’Italia nascono le “Regie Poste” e da quella data un importante e solido filo rosso lega Poste Italiane all’Italia (il nome da regie a Poste Italiane fu cambiato con la proclamazione della Repubblica). Un percorso caratterizzato dal contributo che l’azienda ha fornito allo sviluppo sociale, economico e culturale dell’Italia. La missione principale di Poste Italiane è stata quella di accompagnare il Paese rispecchiandone i valori, condividendo difficoltà e successi, soddisfacendo i bisogni e accogliendo le necessità. Nel 1876 furono emessi i primi “Libretti di Risparmio Postali”; Nel 1917 nasce il servizio dei “Conti Correnti Postali”; Nel 1924 furono istituiti i “Buoni Fruttiferi Postali” garantiti dallo Stato. Dopo la seconda guerra mondiale le Poste incrementarono i Servizi di Risparmio con: Libretti, Emissioni Titoli e ampliando il proprio patrimonio acquisendo quasi tutti i pagamenti e riscossioni dello Stato, in poche parole si può con assoluta certezza dire “Poste Italiane, agli occhi di tutti e nella percezione sociale, sono il vero salvadanaio sicuro del Popolo Italiano garantendo rendimenti sul capitale depositato più alti di qualsiasi altra forma di risparmio”. Questo breve e doveroso excursus dimostra quanto Poste Italiane da 164 anni hanno rappresentato ed ancora rappresentano il “Faro” che ha illuminato ed illumina la nebulosa, insidiosa e molto pericolosa strada del “Risparmio Gestito”, a beneficio di tutti. In Italia sono milioni di persone, soprattutto anziani e pensionati, che affidano i loro sudati risparmi di una vita, nelle sicure mani delle Poste italiane. Negli ultimi anni qualcosa è cambiata.

Il 28 febbraio del 1998 Poste Italiane diventano Società per Azioni e da quel momento l’adozione del principio di efficenza produttiva, recupero della qualità dei servizi e soprattutto il risanamento economico-finanziario ha cambiato radicalmente la vecchia amministrazione postale. Il passaggio a S.p.A. ha innescato la necessità di fare cassa ampliando fortemente la gamma dei prodotti e servizi da sottoporre ai risparmiatori e a volte senza badare molto alle norme che regolano l’investimento. Arriviamo ai fatti dei nostri giorni. Il Fondo d’Investimento Immobiliare chiamato “Europa Immobiliare n.1” è uno dei tanti prodotti proposti dagli impiegati delle Poste, ai propri clienti agli inizi degli anni 2000. Purtroppo il tempo ha evidenziato quanto il fondo menzionato non abbia rispettato le finalità, che impi egati solerti promettevano, ragion per cui centinaia di risparmiatori si sono visti defraudati dei risparmi che con tanta fiducia avevano affidato a chi per oltre un secolo tale fiducia aveva meritata.

La Corte d’Appello di Roma “Seconda Sezione Civile” in data 23 ottobre 2026 ha emesso condanna definitiva contro Poste Italiane, riformando la decisione di Primo Grado del Tribunale di Roma. La Corte d’Appello di Roma “Seconda Sezione Civile” ha depositato la sentenza emessa dal collegio capitolino con la quale ha accertato la nullità radicale dell’investimento per violazione dell’art. 23 del Testo Unico della Finanza (TUF). Non entriamo nei dettagli della sentenza troppo tecnici e con un linguaggio prettamente giuridico, ma quello che conta è che Poste Italiane è stata condannata a risarcire al risparmiatore appellante 30.000,00 euro oltre agli interessi legali maturati dalla data del singolo esborso avvenuto dal momento della sottoscrizione del contratto avvenuta nel 2002. Nota di merito naturalmente va data allo studio legale di Lecce capeggiato dal noto Avvocato Francesco Toto, vero principe del foro per cause che coinvolgono piccoli azionisti in investimenti “pericolosi”. Questa è un’altra storica vittoria dell’Avvocato Francesco Toto, del suo team e per i risparmiatori spinti all’acquisto di azioni per prodotti finanziari ad alto rischio, successiva a quelle ottenute dal Tribunale di Taranto(sentenza n. 898/2020) e alle due del Tribunale di Ragusa(sentenze n. 8/2018 e n. 974/2023). Alla domanda se l’avvocato Toto avesse conoscenza di altre persone coinvolte dallo stesso problema, l’avvocato ha risposto: “sono centinaia le persone che hanno sottoscritto e versato somme per il Fondo Europa Immobiliare n.1, ma sono timorosi ad intentare una causa nei confronti di un’aziende così potente per non andare incontro a sconfitte e ad ulteriori perdite economiche”. L’avvocato ha continuato dicendo “i miei clienti ai quali è stata data giustizia, nel primo grado del tribunale di Roma(sentenza n. 5464/2024)e contro la quale ci siamo appellati, erano stati condannati a risarcire le Poste con 7.616 euro più gli accessori di legge” e con tutto ciò lei ha continuato per la sua strada presentando ricorso alla Corte d’Appello di Roma, ottenendo alla fine giustizia… “esattamente! L’esperienza di anni di difesa per i piccoli azionisti traditi e depauperati da investimenti marci all’origine, mi ha spinto a proseguire e a confidare sulla giustizia. Importante è quanto nella sentenza si evidenzia in maniera inconfutabile” continuando la sua dichiarazione con un grande senso di soddisfazione leggendo le carte della sentenza “le false rassicurazioni fornite dal personale di Poste Italiane circa l’investimento e la sua idoneità a soddisfare finalità previdenziali e di conservazione del risparmio, siano state la motivazione che ha spinto i risparmiatori ad aderire all’offerta”. Un sentito ringraziamento a lei avvocato Francesco Toto per quanto da anni riesce ad ottenetere dai potenti a favore dei più deboli.

Gianfranco Delle Rose

luciani.2006@libero.it

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