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IL LECCE SI GODE IL DOLCE RIPOSO PRONTO A RIMETTERSI IN MOTO COME VUOLE BARONI

IL LECCE SI GODE IL DOLCE RIPOSO PRONTO A RIMETTERSI IN MOTO COME VUOLE BARONI

Oggi per i calciatori del Lecce, rientrati in sede a chiusura del ritiro di Folgaria, è una giornata che completa con ieri il weekend di assoluto riposo concesso da mister Baroni.

Il ritiro ha comportato la disputa di quattro gare amichevoli a difficoltà crescenti così dopo i dilettanti si è passati ad un avversario di Promozione, quindi ad uno di Serie C per concludere con una pari grado, il L.R. Vicenza che milita in Serie Cadetta come i giallorossi.

Bene, a conclusione del primo ciclo di lavoro in vista del campionato volendo analizzare le gare giocate oltre che il lavoro svolto giornalmente si può dedurre a mio modesto avviso che il Lecce ha imbroccato una strada nuova per quanto riguarda la fase di gioco di non possesso e di ripartenza mentre ha dato conferma dei suoi pregi per quanto riguarda l’altra fase di gioco quella di possesso palla ovvero dell’attaccare la squadra avversaria e di conquistare la vittoria.

Per quanto concerne il lavoro di ogni giorno ci si deve affidare alle piccole confessioni dei calciatori che a fine giornata, con spirito sereno, davano la sensazione di quanto fatto sul campo.

La novità che ci attendeva riguarda il reparto difensivo. Una difesa ancora tanto perforabile non poteva essere più tollerata e da qui il cambio di sistema di gioco e di uomini da mandare in campo. In questi primi giorni di lavoro (il Lecce è sul campo dall’8 luglio) Marco Baroni ha lavorato su due concetti base: in difesa non si può cincischiare perché l’avversario va aggredito e in fase di ripartenza bisogna farlo nella maniera più rapida possibile per vie verticali e non orizzontali, il tutto condito da un pressing sul portatore di palla avversario asfissiante fatto a partire dagli uomini più avanzati.

Concetti che sono stati assimilati abbastanza bene e che quando non vengono applicati sono subito rimarcati da Baroni; tant’è che la difesa leccese per ora non ha subito neppure un gol. Ciò ovviamente non deve farci illudere ma chi ben comincia è a metà dell’opera; così si dice, almeno.

Buone novità in difesa; belle novità e conferme a centrocampo ed in attacco.

A centrocampo dall’utilizzo che ne ha fatto Baroni, credo di poter dire che su due ruoli il mister abbia solo certezze: Blin e Hjulmand non solo possono convivere ma lo fanno in modo gagliardo facendo al meglio ognuno la propria funzione. Il francese, nella zona nevralgica del campo, intercetta il gioco avversario con grande autorità dettando poi la fase successiva di gioco con palloni lanciati con precisione verso il compagno meglio piazzato; Hjulmand non è più una promessa ma è una certezza con quel suo continuo movimento, sempre tanto aggressivo quanto incisivo, che rende difficile il compito a chi deve contrastarlo. Per il terzo ruolo Baroni ha una tale batteria di uomini (Henderson, Mancosu, Majer in ordine alfabetico) dalle diverse qualità tecniche ed agonistiche per cui potrà fare le sue scelte prima e nel corso delle gare con la sola difficoltà, ma la vorrebbero tutti gli allenatori, di avere troppa scelta.

E siamo all’attacco. Forse arriverà ancora un esterno e Paganini potrebbe andare via, ma sta lottando per rimanere e Baroni lo sta seguendo da vicino (a Vicenza è l’unico ad aver giocato 90 minuti) prima di dare il suo ok e l’ex Frosinone lo sta ripagando con l’applicazione e con i gol segnati

Ed a proposito di gol Coda alla prima occasione avuta ha dimostrato che quando uno è un cecchino tale resta per sempre. Da lui il Lecce si aspetta un altro grappolo di reti e, state certi, Coda li farà perché lo ha sempre fatto e se fosse in lui vorrebbe segnare anche in una sfida tra scapoli ed ammogliati.

Ernesto Luciani

 

 

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