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GABRIEL STREFEZZA ESTRO E RAPIDITÀ PER MISTER BARONI

GABRIEL STREFEZZA ESTRO E RAPIDITÀ PER MISTER BARONI

Presentazione in pompa magna, oggi, dell’ottavo acquisto del Lecce nella sessione estiva del calcio mercato 2021/2022 Gabriel Strefezza che, almeno sulla carta, si presenta come il colpo da novanta per portare estro e fantasia, oltre che velocità, al trio d’attacco giallorosso.

Il neo attaccante giallorosso arriva nel Salento per dotare la squadra di quelle qualità, tipiche delle ali di un calcio ormai quasi dimenticato, ovvero la capacità di saltare l’uomo creare superiorità numerica in area avversaria e mettere al centro palloni invitanti per la punta che stazionando negli undici metri finali ha il compito di buttare il pallone nel sacco per la gioia sua personale ma anche di tutti quelli che lavorano per la squadra. Oltre, ovvio ai tifosi.

Gabriel Strefezza, dopo aver letto un poco della sua storia calcistica e le sue caratteristiche tecniche, è innesto di qualità indiscutibile frutto di un’operazione che la dirigenza giallorossa ha avuto l’abilità di portare a termine rapidamente e con costi accessibili.

Gabriel Tadeu Strefezza Rebelato nasce a San Paolo il 18 aprile 1997 da genitori figli di italiani, originari della provincia di Caltanissetta. Nella più grande città brasiliana cresce a pane e calcio, entrando già a nove anni nella cantera di uno dei più importanti club paulisti, il Corinthians. In maglia Timao fa la trafila nelle giovanili per un decennio, senza avere l’opportunità di esordire. Così, alla prima occasione buona, attraversa l’oceano per cercare, assieme ai suoi agenti, fortuna nel Belpaese.

I primi due provini non vanno come sperato (Palermo prima e Lazio poi lo scartano per la bassa statura), ma il terzo sì: l’ambiziosa SPAL lo mette sotto contratto nell’estate 2016, facendolo anche esordire nell’anno del campionato vinto in Serie B. Strefezza è la stella della formazione Primavera degli estensi, barcamenandosi con costanza nel ruolo di esterno destro.

I biancazzurri vanno in A e per il brasiliano è tempo di farsi le ossa. Arriva alla Juve Stabia, dove nel 2017/18 è protagonista di un’ottima stagione, quella delle Vespe, conclusa con 38 presenze e 4 reti in totale tra campionato, playoff e Coppa. Davvero niente male come esordio, tant’è che risulta come uno dei giovani più promettenti della terza serie, facendo ammattire difese più esperte (come quella del Lecce, battuto 0-1 a domicilio, o quella del Catania, contro il quale arrivò un pareggio fondamentale per mantenere i giallorossi in vetta). Positivo fu anche l’esordio cadetto, una stagione dopo, sempre in prestito alla Cremonese. 23 presenze, 1 gol ed un’altra stagione in cui si mette in mostra in più ruoli (come in C), dalla trequarti alla corsia di centrocampo a quello da seconda punta. Leonardo Semplici gli ritaglia un ruolo da protagonista. Il tecnico toscano lo promuove addirittura ad erede di Lazzari sulla fascia destra, caricandolo di responsabilità anche difensive come esterno di 3-5-2. Strefezza lamenta qualche incertezza in fase difensiva ma davanti fa davvero bene, è decisivo a Torino e risulta uno dei pochi da salvare nella deludente stagione spallina.

L’anno scorso in B con Marino non ha vissuto una stagione da ricordare, ma anche stavolta pur in un contesto non esaltante, Strefezza riesce a spingere i suoi compagni ai playoff. Restano poi le belle quattro reti messe a segno (decisiva quella con il Lecce, straordinaria quella a Brescia) ed una stagione in cui ha ricoperto praticamente tutti i ruoli dell’attacco, compreso quello di falso nove, assunto proprio nella vittoriosa trasferta del Via del Mare.

Fisicamente il suo punto debole è senza dubbio l’altezza (168 cm) che non gli consente adeguata abilità sulle spalle alte.

Non alto gode di una corporatura solida e compatta che gli conferisce maggiore esplosività, cambio di direzione e, di conseguenza, dribbling e tiro secco.

Dal punto di vista tattico la storia parla da sé: da un lato Strefezza è elemento eclettico, polivalente ed utilizzabile su tutto il fronte offensivo, tanto da consentire anche cambi di modulo a gara in corso. Dall’altro è senza dubbio la posizione di esterno destro d’attacco quella in cui ha saputo far meglio, quella nella quale ha iniziato e si è sviluppato. Ora toccherà a Baroni fallo specializzare. Lasciando perdere magari, almeno per un anno, gli esperimenti tattici sul furetto paulista.

Caratterialmente viene descritto da chi lo ha conosciuto a fondo come un ragazzo bravissimo, educato e molto religioso. In campo, però, Strefezza si trasforma, palesando grandissime grinta ed aggressività; prerogative tipiche dei giocatori estrosi.

Si avvale di entrambi i piedi per gestire il pallone ma quando calcia verso la porta preferisce il sinistro (cfr vedi il gol al Lecce).

Eugenio Luciani

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