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LA GUERRA IN UCRAINA

LA GUERRA IN UCRAINA

Oggi è il centotrenduesimo giorno di guerra

Il presidente russo Putin perentorio:

“L’offensiva prosegua dopo la presa del Lugansk”. Oggi il premier Draghi vola in Turchia per incontrare Erdogan. Il sindaco di Mariupol denuncia: “Chi non è morto per la guerra lo fa ora per mancanza di medicine”. Von der Leyen alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina a Lugano: “L’obiettivo del Cremlino è minare l’esistenza stessa dell’Ucraina come Stato e noi non lo permetteremo mai. Dobbiamo assicurarci che l’Ucraina non solo vinca la guerra, ma anche la pace”

Dopo il Lugansk Mosca punta all’intero Donbass. Kiev ribadisce:

“Le trattative solo dopo il cessate il fuoco”. Intanto i leader si sono riuniti a Lugano per Conferenza sulla ricostruzione. Von der Leyen: “L’obiettivo del Cremlino è minare l’esistenza stessa dell’Ucraina come Stato e noi non lo permetteremo mai, dobbiamo assicurarci che l’Ucraina non solo vinca la guerra, ma anche la pace”. Sempre da Lugano ha parlato anche Zelensky: “Servono almeno 750 miliardi. La guerra della Russia è una sfida al sistema europeo. La ricostruzione dell’Ucraina è la missione di tutto il mondo democratico”. “Ci deve essere un nuovo piano Marshall e deve essere guidato” da Kiev, ha detto la ministra degli Esteri britannica Truss. Nuovo messaggio del Papa a favore di “un mondo senza guerre, senza odio tra i popoli, senza minaccia nucleare”.

Scholz ricevuto da Macron all’Eliseo, coordinamento su Ucraina

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ricevuto questa sera all’Eliseo il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, per una cena di lavoro.  I due leader hanno discusso della guerra in Ucraina e, più in generale, “delle grandi sfide attuali internazionali, europee e bilaterali”. “Questi incontri consentono di costruire un rapporto di fiducia e di approfondire questo rapporto”, ha sottolineato il portavoce di Scholz, Steffen Hebetsreit.

Fa appello il secondo britannico condannato a morte da russi

La difesa del cittadino britannico Aiden Aslin, condannato a giugno scorso alla pena di morte dai filorussi del Donetsk per avere combattuto nelle fila ucraine, ha presentato appello contro la sentenza. Lo riferisce il Tribunale supremo della repubblica separatista.    Un altro britannico condannato alla pena capitale, Shaun Pinner, ha gia’ presentato appello contro la sentenza il 29 giugno scorso. Con loro è stato condannato alla pena capitale il marocchino Braguim Saadun, che pure ha presentato appello il primo luglio scorso. Secondo Mosca nei confronti dei tre non si può applicare la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra giacché si tratterebbe di soldati mercenari, anche se l’Ucraina ha affermato che essi appartengono all’esercito regolare del Paese: Saadun dal 2021 e i due britannici dal 2018. I tre prestavano servizio nella 36esima brigata di fanteria di Marina a Mariupol.

Isola dei Serpenti, forze russe si ritirano: l’epopea di un avamposto strategico

Assaltato dai russi nelle prime ore di guerra, l’isolotto è diventato subito un simbolo della resistenza ucraina. A fine giugno Mosca ha annunciato l’abbandono dell’area in “segno di buona volontà” per “non ostacolare gli sforzi dell’Onu per sbloccare le esportazioni alimentari”. Kiev: i russi non sono riusciti a “resistere al fuoco della nostra artiglieria e agli attacchi missilistici della nostra aviazione”. L’1 luglio i russi hanno lanciato bombe al fosforo, denunciano gli ucraini

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