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LE DONNE NELLA STORIA: Anna Lindh

LE DONNE NELLA STORIA: Anna Lindh

Politica svedese nata a Stoccolma 19 giugno 1957 assassinata Solna, 11 settembre 2003

ANNA LINDH (fonte foto: Tessere.org)

Ylva Anna Maria Lindh, attiva in politica sin dalla giovane età, è stata una delle figure di maggior rilievo della politica svedese moderna. Nata nel 1957, Anna Lindh studiò giurisprudenza all’Università di Uppsala prima di ottenere un seggio in Parlamento nel 1982. Dopo 12 anni fu nominata ministro dell’ambiente. Più tardi, in qualità di ministro degli esteri s’impose sulla scena internazionale per la sua franchezza e il suo impegno. Fedele sostenitrice dell’Europa, Anna Lindh raggiunse maggiore notorietà nel 2001 durante la presidenza svedese dell’Unione europea, quando grazie alle sue doti diplomatiche si riuscì a evitare la guerra nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Nel 2003 Anna Lindh guidò la campagna a favore del “Sì” del governo svedese nel referendum per l’adesione all’euro, ma fu assassinata qualche giorno prima del voto.

Gli anni giovanili Ylva Anna Maria Lindh, figlia di un artista e di un’insegnante, nacque il 19 giugno 1957 a Enschede, nella periferia di Stoccolma. La sua carriera politica iniziò all’età di 12 anni, quando aderì alla Federazione giovanile del partito socialdemocratico svedese, prima di diventarne portavoce a 13 anni. Rimase attiva in politica per tutto il periodo degli studi presso l’Università di Uppsala. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza e lavorato per sei mesi in un tribunale distrettuale, nel 1982 vinse il suo primo seggio in Parlamento per il partito socialdemocratico e nel 1984 divenne la prima presidente donna della Federazione giovanile del partito socialdemocratico svedese.

Consigliere comunale alla cultura a Stoccolma dal 1991 al 1994, Anna Lindh fu poi nominata ministro dell’ambiente. Fu proprio durante questa carica che il suo nome iniziò ad assumere importanza non solo sulla scena politica nazionale, ma anche su quella internazionale. Fu un’attivista coraggiosa e richiamò molte società internazionali ai loro doveri in campo ambientale. Sulla scena mondiale Stella emergente della politica svedese, nel 1998 Anna Lindh fu nominata ministro degli esteri del gabinetto Goran Persson.

I media la chiamavano la “principessa ereditaria di Persson”, poiché si pensava che il leader svedese le stesse aprendo la strada per diventare il suo successore, sia come capo del partito che, successivamente, del paese. Anna era considerata un’oratrice schietta e una voce critica nei confronti degli altri paesi, compresi alcuni alleati della Svezia, soprattutto quando si trattava di diritti umani.

A Mosca criticò aspramente le azioni della Russia in Cecenia. Fu una franca sostenitrice della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati in Medio Oriente e una fiera oppositrice della politica condotta dall’allora primo ministro israeliano Ariel Sharon nei confronti dei palestinesi.

Lindh, definì George W. Bush un “giustiziere solitario” per essere entrato in guerra con l’Iraq, esprimendosi contro la guerra dal momento che non era stata autorizzata dalle Nazioni Unite. In visita a Washington, Anna criticò aspramente gli Stati Uniti anche per il trattamento da loro riservato ai prigionieri di Guantanamo Bay.

 

Fine prima puntata

luciani.2006@libero.it

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